
Il primo appuntamento della nuova stagione Superbike non poteva essere più avvincente: insieme al pilota spagnolo Carlos Checa, che nonostante fosse in sella ad una moto privata ha conquistato con astuzia la vittoria di Gara2, il vero protagonista di questo primo round australiano è stato Leon Haslam (fonte foto: Suzuki Racing). Indomabile in Superpole; determinato tanto da essere imprendibile per l’intera Gara1 di questo Gran Premio d’esordio, ha piazzato la sua Suzuki sul gradino più alto del podio, precedendo di soli quattro millesimi la Ducati ufficiale di Michel Fabrizio. Per parlare del sogno iridato ed azzardare pronostici forse è ancora presto, ma il britannico si presenta come uno dei pretendenti al titolo più ostici. E’ bastata questa prima tappa sul circuito di Phillip Island per proiettarlo alla guida della classifica, con 45 punti conquistati nel giro di due manche ed un distacco, 9 punti di vantaggio, sul pilota romano della Ducati Xerox.
La passione per i motori, tutta una questione di dna: dal padre, uno dei migliori piloti degli anni ’80, ha ereditato non solo la grinta ma anche il soprannome, Pocket-Rocket. Era il 1998 quando Leon esordiva nella classe 125 del Motomondiale. Il 2001, invece è l'anno della svolta: in sella alla sua Honda diventa il pilota più giovane della categoria, la classe 500. L'esperienza, sicuramente preziosa lo porta però a tornare a casa dopo poco, a causa di risultati poco convincenti per la squadra. Una breve parentesi prima di approdare, nel 2003, alla categoria Superbike, nel Campionato Britannico, inizialmente domando una Ducati in seguito cavalcando una Honda. In queste sei stagioni ottiene due secondi posti nella graduatoria finale nelle annate 2006 e 2008. Il suo momento d'oro è proprio nel 2008 quando vince 5 gare su 7.
Nella stagione 2009 Haslam approda nel Mondile Superbike e conclude alla grande: 241 punti conquistati in sella alla Honda privata della scuderia Stiggy Racing che gli hanno permesso di chiudere con un sesto piazzamento finale, niente male per un “rookie” in lotta con una schiera di piloti ufficiali.
La squadra ed il pilota, 27 anni, hanno deciso di separarsi a fine stagione. Per il centauro di Derby è arrivato il momento di tentare il salto di qualità affidandosi alla Suzuki ufficiale di una delle migliori squadre del campionato delle derivate di serie: il team Alstare Suzuki. Dopo i convincenti test delle scorse settimane, la zampata vincente per questo avvio del Mondiale, nella tappa australiana è stata proprio del centauro inglese.
Lui, che non esclude un giorno di poter tornare nel Campionato MotoGp, adesso ha un solo obiettivo su cui concentrarsi: lottare per la conquista del titolo iridato Sbk. La stagione non poteva iniziare in modo migliore, con la prima vittoria ottenuta nella categoria Superbike e la leadership nel Campionato, il “Leon” è tornato a ruggire!