Il fine settimana inaugurale della Moto2 ha avuto un'unica lingua predominante, la tedesca: a trionfare da vero dominatore nella notte qatariana è stato il 21enne Stefan Bradl, capace di confermare quanto di buono mostrato nell'intero weekend. Sin dalle prove libere del venerdì l'alfiere della Kalex ha evidenziato un passo davvero notevole che gli ha consentito di agguantare con una certa autorità la pole position. La vittoria sin dalle prime battute non è stata in discussione grazie ad un passo consistente che ha messo in difficoltà i rivali, i quali hanno dovuto battagliare solamente dal 2° posto in avanti.
L'unico che avrebbe potuto dargli filo da torcere era lo spagnolo Marquez che in sella alla Caixa Repsol scattava dalla 2° casella. Per lui tuttavia l'avvio si è rivelato ben più difficile di quanto immaginato a causa di una partenza deficitaria che gli ha fatto perdere numerose posizioni in graduatoria: la rimonta è stata difficile per il traffico in pista e la voglia di recuperare dopo l'errore in partenza, ma l'eccessiva foga lo ha portato a stendersi sull'asfalto al 16° giro, facendo così registrare zero punti nel primo appuntamento stagionale.
La grande impresa di giornata è stata realizzata da Andrea Iannone che con la moto del team Speed Master ha recuperato dalla 16° piazza in griglia fino al posto d'onore sul podio, subito alle spalle del vincitore. Per l'emiliano una rimonta importante che cancella i dubbi delle qualifiche negativa e che permette di guardare al futuro con maggiore convinzione, verso quel Titolo Mondiale che appare un obiettivo possibile da raggiungere.
A completare il podio è stato lo svizzero Thomas Luthi che è riuscito a precedere sulla linea del traguardo il sanmarinese De Angelis ed il giapponese Takahashi, voglioso di ottenere un piazzamento di prestigio da dedicare alla sua gente colpita dal terremoto e dallo tsunami che ha sconvolto il Paese. Una lotta quella per il podio che ha entusiasmato i tifosi e che sottolinea un certo equilibrio che speriamo possa continuare nel corso dell'annata.
Da sottolineare infine un aspetto curioso: escludendo Marquez che avrebbe potuto lottare almeno per il podio, il primo spagnolo al traguardo è stato Julien Simon, solamente 10°: per la nazione che è divenuta la guida nel mondo del Motomondiale un risultato modesto che potrebbe nascondere verità ancora nascoste. Che anche il loro movimento cominci a dare qualche segno di cedimento?

