"Non mi sento di definirmi un amico di Marco Simoncelli, ma quando lo sentivi parlare una volta in tv ti sembrava di essere stato sempre con lui al bar sport a chiacchierare e bere qualcosa". Alex Zanardi, pluri campione di Indy Car, ora proiettato verso la meta delle Paralimpiadi di Londra 2012 dove punta a una medaglia nell'handbike, parla a Sky Sport24 di Marco Simoncelli, tragicamente scomparso nei primi giri del GP di Malesia.
"L'avevo chiamato dopo gara di Le Mans perchè era al centro di molte polemiche e vedevo questa cosa un pò come un complimento, perchè quando sei tanto bravo gli altri ti guardano un pò con invidia e ti attaccano dappertutto - spiega Zanardi - e quindi mi ero sentito di chiamarlo per dirgli che doveva viverlo come un merito. Aveva un talento nel guidare la moto in una maniera incredibile, doveva solo limare l'irruenza dovuta all'inesperienza che lo aveva portato a perdere risultati importanti ma era tipico del cavallo di razza che non è interessato al piazzamento ma a essere sempre davanti a tutti" afferma l'ex pilota di F.1 difendendo il modo di correre di Super Sic. "In questi momenti non sai cosa dire. In queste situazioni c'è l'angoscia per un ragazzo di 24 anni che deve pagare un dazio così severo e soprattutto per il calvario che sta attraversando suo padre che paradossalmente è peggio - dice - avrei voglia di abbracciarlo così come vorrebbero fare molte persone. Vorremmo essergli vicino mentre con un comportamento esemplare sta soffrendo nel modo peggiore, cioè nel sopravvivere al proprio figlio. C'è grande ammirazione, voglia di essergli vicino e abbracciarlo nel ricordo di un ragazzo meraviglioso che se ha dato tanto a noi, immaginate cosa avrà dato a quel genitore che vede fare le cose che Marco Simoncelli sa fare in pista. A noi fa essere orgogliosi di essere italiani - afferma Zanardi - non posso immaginare cosa stia attraversando adesso, speriamo possa trovare un pò di conforto nel ricordo della grande persona che è stato suo figlio".

