Domenica 07 Ottobre 2012 15:12
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Supebike - GP Francia: MAX BIAGGI CAMPIONE DEL MONDO. In primo piano

Biaggi_action_Phllip_islandIL CORSARO RE DEL MONDO. La battaglia era finita; con sudore e sangue il corsaro aveva vinto sui suoi avversari. Stanco, ma felice il corsaro scese dal suo destriero e si avvicinò alla sua amata. La guardò negli occhi e l’abbracciò. Le sofferenze che avevano vissuto erano finite; il loro sogno si era avverato.

Sembra una fiaba ma è pura realtà. Max Biaggi è il nuovo campione del mondo della Superbike. La scena raccontata è la commuovente scena con la sua compagna Eleonora Pedron al suo ritorno al parco chiuso, tra i festeggiamenti dei ragazzi dell’Aprilia. Il Corsaro conquista il suo 6° mondiale in Gara 2 del GP di Francia nel 25 anno del mondiale delle derivate di serie. Corsa non straordinaria, ma concreta dove l’Esacampione cerca di non strafare, accontentandosi di un 5° posto che gli consente di aggiudicarsi il titolo con solo mezzo punto su Tom Sykes, che va a vincere la corsa. Dietro di lui sul podio Jonathan Rea (2°) e Sylvain Guintoli, protagonisti di una gara in cui non si sono visti i soliti duelli a cui eravamo abituati. Il tracciato infatti era in condizioni ibride tra asciutto e bagnato tali da non permettere manovre azzardate ai piloti.
L’altro sfidante, Marco Melandri, ha visto svanire i suoi sogni mondiali in un brutto high side nel quale fortunatamente il pilota ravennate non ha portato gravi lesioni.

 

LA RISCOSSA DELL’SBK. Alzi la mano chi quest’anno guardando l’SBK, dal vivo o a casa, si è annoiato. Il 2012 ci ha regalato un campionato entusiasmante, caratterizzato da un grande equilibrio tra i piloti e le case costruttrici. Basti pensare che su 30 gare nelle 15 tappe del mondiale, i piloti che sono saliti sul gradino più alto del podio sono ben 9.
Per non parlare poi dei numerosissimi colpi di scena con cadute che non hanno dato scampo proprio a nessuno, e delle condizioni metereologiche più ballerine che mai nello spostarsi da una nazione all’altra. Tutti questi elementi ci hanno dato uno spettacolo sensazionale, addirittura capace di offuscare la Moto GP e le altre classi del mondiale prototipi. Con il 2012 il mondiale SBK ha fatto un salto di livello nel mondo delle corse motociclistiche, e questo è dimostrato da un maggiore interesse dei network televisivi e, ancora in misura maggiore, dall’acquisizione di Infront, la società che gestisce la Superbike, da parte della Bridgepoint, proprietaria della Dorna, gestore del motomondiale. 

 

Il futuro dell’SBK è più splendido che mai, con sempre più piloti interessati sin da subito o nel prossimo futuro ad affrontare la sfida delle derivate di serie, e più persone disposte a investire soldi in un circus dall’enorme potenziale.

 

Nel frattempo ci gustiamo le gesta degli eroi di questa splendida Superbike 2012. Tutti loro ci hanno regalato ore di puro godimento, ma senza ombra di dubbio Max Biaggi, Marco Melandri, Tom Sykes, Carlos Checa e Sylvain Guintoli ci hanno regalato gesta sportive che nel futuro, senza ombra di dubbio, racconteremo ai nostri nipoti.

 

RICETTA PER UN SUCCESSO. Tornando al Corsaro, il suo arrivo al parco chiuso per i festeggiamenti racchiude tutto ciò che ha significato per lui questo mondiale. Il momento di raccoglimento in ginocchio con il casco ancora allacciato appena sceso dall’RSV4, l’abbraccio con la bella Eleonora Pedron, con Aligi Deganello, suo ingegnere di pista, con Gigi Dall’Igna, direttore tecnico e sportivo del reparto corse Aprilia. Tutti questi momenti ci fanno capire come la strada di Biaggi verso la vittoria di questo mondiale sia stata caratterizzata sostanzialmente da 4 fattori: sofferenza, tenacia, amore e amicizia.

 

SOFFERENZA dovuta alle tante avversità capitate in questo mondiale, che per il campione romano è stato tutt’altro che semplice. A grandi vittorie come il primo week end di campionato a Phillip Island, la doppietta di Misano, Gara 1 ad Aragon e Gara 1 al Nurburgring, Max ha dovuto subire violente battute d’arresto come la caduta a Mosca o il 13° posto in Gara 2 del tracciato tedesco. Questi episodi sono stati causati da problemi tecnici della moto o da problemi nei rapporti con i ragazzi del Team, tanto che a metà stagione gli addetti ai lavori davano come tutt’altro che certa la permanenza di Biaggi nella Casa di Noale per il 2013. A peggiorare la situazione c’erano degli sfidanti arrembanti come Melandri, arrivato alla piena maturazione con la BMW, Sykes, che era riuscito a riportare la Kawasaki tra le moto più performanti, Checa, riconfermatosi ai vertici dell’SBK, e Guintoli, che nelle frequenti gare sul bagnato di questa stagione si rivelava un cliente ostico.

 

Da questa situazione di grandissima pressione, che ha raggiunto l’apice proprio oggi in Gara 1 con l’inspiegabile caduta di Max quando aveva 30,5 punti di vantaggio su Sykes, Biaggi è riuscito a risollevarsi con grande TENACIA, non mollando mai e restando lucido nei momenti critici, come Gara 2 di oggi. Ma questo grande capolavoro sportivo non sarebbe mai stato possibile se non grazie l’aiuto delle persone vicine a Max, che lo hanno sostenuto, incoraggiato e aiutato in questo combattutissimo mondiale.

Così grazie all’AMORE di Eleonora, tornata a seguire sulla pista il fidanzato a partire dal Nurburgring, l’AMICIZIA di Dall’Igna, Deganello e tutti i ragazzi dell’Aprilia, che non hanno mai abbandonato Max durante le difficoltà, il Corsaro ha trovato la ricetta per un grande sogno diventato realtà.

 

MELANDRI SEMPRE PIU’ MACHO. Lasciando stare il 2° posto di Gara 1 di Magny Cours, le ultime 2 tappe del mondiale non sono state per nulla positive per Marco Melandri. Dopo aver dato serrata battaglia per buona parte del campionato a Biaggi, Macho ha dovuto cedere il ruolo di sfidante a Tom Sykes, vedendo svanire i suoi sogni mondiali con un brutto high side in Gara 2. Il brutto finale di Melandri e della BMW non deve però essere fuorviante, facendoci dimenticare i meravigliosi risultati di una squadra ancora molto giovane nel mondo delle corse motociclistiche. Con le sue 6 vittorie, Marco ha dimostrato di essere ormai diventato un big  della Superbike, mentre la casa tedesca ha dato lezioni di progettazione meccanica vantando di un propulsore che ha dato paga ai più esperti costruttori italiani e nipponici. Ora il futuro è più roseo che mai ed è lecito attendersi un mondiale 2013 con un Melandri e una BMW sempre più protagonisti.

 

IL DUO HIGHSPEED. Alla voce rivelazione dell’anno troviamo senza ombra di dubbio Tom Sykes e la Kawasaki. L’evoluzione che questo pacchetto pilota-moto ha avuto in quest’annata ha dell’incredibile. I ragazzi della verdona sono stati in grado di dare a un pilota di talento indiscusso un mezzo che nella partenza e nel giro lanciato ha dato gran bei grattacapi agli altri più titolati Team. Basti pensare che il bottino di questa nuova realtà dell’SBK porta a casa per quest’anno ben 9 superpole, che hanno dato a Sykes una vastissima collezione di altrettanti orologi Tissot, e 4 vittorie.
Se a ciò aggiungiamo che Sykes e la verdona hanno combattuto con Biaggi per il titolo fino all’ultima curva del mondiale e che sono stati sconfitti solo per mezzo punto, capiamo ancora di più come la Kawasaki quest’anno sia stato un piccolo grande miracolo del motociclismo.

 

L’EX CAMPIONE E RAIN MAN. Per ultimi, Checa e Guintoli sono stati dei grandi outsider della lotta mondiale. Il campione spagnolo, dopo alcune grandi prestazioni in Australia, Imola e Salt Lake City, si è un po’ perso con prestazioni non all’altezza dell’anno scorso. In questo probabilmente ha influito una Ducati 1098R non più competitiva come nel 2011. Teniamo conto che questo è l’ultimo anno della moto che porto al trionfo Bayliss nel 2008 e lo stesso Checa l’anno scorso; il prossimo anno la Ducati metterà a disposizione delle squadre la Panigale (i Ducatisti fremono di ripendersi il trono in mano ai cugini dell’Aprilia), la quale preannuncia di essere una svolta per la Casa Bolognese. Altro ducatista che ha dato spettacolo, specialmente sul bagnato è Sylvain Guintoli; il francese ha iniziato la stagione con il Team Effenbert su Ducati per poi passare nel Team Pata a metà stagione sempre su Ducati. Nonostante il cambio di squadra, la 1098R sembra essere cucita sulla pelle del francese, infatti Sylvain è riuscito a vincere con entrambi Team. La cosa sicura è che il prossimo anno sarà una bella realtà dell’SBK.

 

LA GARA. A dire la verità, dopo il thriller di Gara 1 con la caduta di Biaggi che ha riaperto in modo sostanzioso il mondiale, Gara 2 è stata piuttosto noiosa.
Alla partenza, le condizioni del tracciato sono parzialmente asciutte, con alcune zone di bagnato qua è la. Sykes parte a bomba , con la determinazione di vincere a tutti i costi, senza fare troppi calcoli. Laverty lo segue con l’intento di aiutare Biaggi in ottica mondiale. Max parte prudente dal suo decimo posto osservando i 9 piloti davanti a sé. Melandri vuole giocarsi tutte le sue carte, e sa che deve fare la gara della vita.
E’ a causa di questo intento che il mondiale Superbike 2012 ci da l’ultimo colpo di scena: in un solo colpo, per high side, il ravennate e il francese della Kawasaki Loris Baz finiscono a terra. L’incidente di Melandri sembra da subito serio, ma con l’arrivo dei soccorsi, Macho tranquillizza tutti;  purtroppo per lui, la sua stagione termina qui abbandonando il suo sogno mondiale.
L’incidente sembra spaventare il gruppo di testa composto da Sykes, Guintoli, Rea, Laverty e Haslam. Per il momento Sykes è virtualmente campione del mondo, con Biaggi staccato di poche lunghezze.
Ma l’impresa per Biaggi non è impossibile; tra lui e il titolo ci sono le Ducati del Team Althea di Giugliano e Checa. Max sa che non è il momento di farsi prendere dall’agitazione anche se oggi le Ducati sono un osso duro.
Sykes allunga su degli inseguitori troppo timorosi e va verso la vittoria nella speranza di un errore del romano. Ma la speranza si disfa da li a poco. Il Corsaro e il suo destriero fanno affidamento alla loro forza e si disfano della rossa pattuglia con tutta l’eleganza della guida accademica del pilota. Sykes vince davanti a Rea e Guintoli, ma il trionfo appartiene a Max Biaggi, l’esacampione su Aprilia RSV4.

 

GAME OVER.

 

SEE YOU THE NEXT SEASON!!!

 

Altre Informazioni

  • Fonte Foto: worldsbk.com

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Commenti  

 
+1 #1 mauro 2012-10-08 15:14
Finalmente un articolo come si deve!
Un bravo a Massimo Rapelli.
A come Amore della bella Eleonora Pedron:
con una donna così al fianco è difficile deludere!
mauro
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