Giovedì 21 Febbraio 2013 15:50
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GLI EREDI DI BIAGGI In primo piano


Biaggi-Podium-magny_coursLET’S RIDE
. Cari lettori, ci eravamo lasciati in quello splendido weekend francese a Magny Cours, con Max Biaggi vincitore del mondiale Superbike. L’esacampione romano aveva trionfato in un campionato più spettacolare che mai, distaccando il suo rivale Tom Sykes di un solo mezzo punto. Le immagini di una stagione, che ci aveva tenuto col fiato sospeso in ogni singola curva, sono ancora ben scalfite nella nostra memoria e per circa 5 mesi siamo rimasti orfani di quello spettacolo, accontentandoci solo di seguire lo sviluppo delle moto nei test invernali.
Ebbene quell’attesa è finalmente finita; il mondiale SBK riprende il via venerdì 22 febbraio dalla splendida cornice australiana di Phllip Island.

Eppure di cose, in questi mesi, ne sono successe a valanga. Mercato piloti, accordi tra case motociclistiche e team, e ritiri inaspettati hanno riscritto radicalmente i box, al punto tale che potremo parlare di una piccola “rivoluzione” del campionato delle derivate di serie. Cerchiamo allora di procedere gradualmente per dare una panoramica più chiara possibile di cosa vedremo nei prossimi mesi in pista.

 

L’ADDIO DEL CORSARO. Il 7 novembre, al circuito di Vallelunga, Max Biaggi ci ha colti tutti di sorpresa con l’annuncio del suo ritiro dalle corse. La notizia è stata come un fulmine a ciel sereno in quanto Max aveva partecipato ai test dopo la fine del campionato, confermandosi al vertice insieme a Sykes. Tutti già ci pregustavamo un rinnovato duello tra i due, invece per il corsaro andava bene così.

A fine stagione Biaggi era decisamente provato da un campionato più pazzo che mai, costellato da un foltissimo gruppo di rivali e un continuo sali e scendi di grandiose prestazioni e cadute, dovute più o meno da suoi errori. Fino all’ultima curva tutto era in discussione, col fiato dell’alfiere della Kawaski sul collo di Max, e, se aggiungiamo anche le divergenze che ci sono state all’interno del box Aprilia, capiamo il livello di stress che aveva colpito il campione romano.

Meglio allora lasciare tutto, essere soddisfatti dei sei titoli che le corse in moto gli avevano donato, in cambio di sudore e sangue, e dedicarsi così alla bella compagna Eleonora Pedron e ai loro magnifici due figli, Inés Angelica e Leon Alexandre. Siano gli altri a darsi battaglia e cercare di raggiungere gli stessi successi che hanno reso grandiosa la carriera del Corsaro de Roma.

 

NEW RULES. Importanti cambiamenti sono stati apportati al regolamento per la nuova stagione. Il più importante è l’introduzione della possibilità di fare un “pit stop” in piena regola a gara in corso, (in caso di variazione delle condizioni climatiche) in regime di “flag-to-flag”, senza quindi interrompere la gara. Potranno essere così effettuate operazioni di cambio gomme e messa a punto da parte di un massimo di 3 meccanici e, se vorrà, lo stesso pilota.

La seconda novità è la composizione dello schieramento di partenza: da file di 4 piloti si passerà a 3 corridori, secondo lo schema 3-3-3-3. Cambio poi per il peso minimo delle moto, senza distinzione tra 2, 3 o 4 cilindri: le superbike non potranno andare sotto i 165 kg.

Ultima ma importantissima variazione tecnica, croce o delizia dei piloti dei test invernali, è l’adozione di cerchi ruota da 17 pollici (nel 2012 erano 16,5), al quale si affianca l’utilizzo di protezioni per la  leva del freno anteriore e della luce rossa posteriore in caso di pista bagnata. Per rendere le moto più simili a quelle che si possono comprare al concessionario (idea ben accetta nell’ottica di marketing da parte delle case costruttrici), dovranno essere disegnati stilizzati sul cupolino i fari anteriori con la stessa forma, posizione e dimensione dei modelli di serie.

 

L’ ARREMBAGGIO DELLA KAWA. Passiamo ora a illustrare le novità deli team, e partiamo dai vicecampioni del mondo. In KRT (Kawasaki Racing Team) sono ora più che mai determinati a portare la verdona e i suoi piloti, Tom Sykes e Loris Baz, sul tetto del mondo.

Il mondiale perso per un solo mezzo punto fa ancora male, ma il lodevole atteggiamento di Sykes di accettare con grande onestà l’esito della pista, ha dato all’intero team un straordinaria carica che ha portato succulenti frutti nei test. Sia ad Aragon che a Jerez, Sykes si è confermato l’uomo da battere di questo mondiale che sta per iniziare, con un Baz che è chiamato a confermarsi come stella emergente della SBK.

 

LA FLOTTA DI NOALE. Orfana del suo campione, l’Aprilia deve ribadire il suo dominio in SBK. Dopo i ringraziamenti volti a Biaggi per gli anni di successi trascorsi assieme, a Noale si sono scervellati per capire chi affiancare a Eugene Laverty nel prossimo mondiale. La scelta è così caduta su Sylvain Guintoli, il francese ex-Team Pata, che con la Ducati aveva portato a casa 3 vittorie (Assen, Silverstone e Magny Cours).

La trattativa per Guintoli, tuttavia non è stata facile perché il francese a fine stagione era promesso sposo del Team FIXI Crescent Suzuki. Fino alla gara di Magny Cours l’accordo sembrava ormai cosa fatta, ma alla viglia dei test di Aragon qualche sirena veneta aveva cominciato a cantare all’orecchio di Guintoli, poiché questo ha voluto risolvere anticipatamente il rapporto con Suzuki, con grande disappunto del team. A novembre Sylvain è stato così ufficializzato dall’Aprilia, componendo una squadra di tutto rispetto per correre a vincere nuovamente il titolo.

Nei test di Aragon, tuttavia, Laverty ha trovato alcune difficoltà ad abituarsi ai cerchioni da 17” in quanto la RSV4, settata sullo stile di guida di Biaggi, non faceva trovare all’irlandese un buon feeling sull’avantreno. A Jerez però i ragazzi dell’ingegner Dall’Igna sono riusciti a risolvere il problema dando a Eugene una moto capace di fargli ottenere il miglior giro di sempre con  le derivate di serie.

Mentre ben procede l’apprendistato con la RSV4 di Guintoli, nuovi team hanno firmato la loro collaborazione con Aprilia: parliamo del Team Red Devils Roma, e, udite udite, del Team Althea Racing, che ha rescisso con Ducati un rapporto che ha portato alla vittoria del campionato con Carlos Checa nel 2011. Entrambi i team mettono in sella alla RSV4 piloti figli della lupa (forse per buon auspicio pensando a Biaggi): Michel Fabrizio per i “Diavoli Rossi”, e Davide Giugliano per il team di Genesio Bevilaqua (entrambi i piloti si sono mostrati decisamente competitivi nei test). Insomma, con una “flotta” simile, Aprilia promette quest’anno fuoco e scintille.

 

1199 PANIGALE RS13: UNA MOTO ESTREMA. In Ducati c’è voglia di rivincita. Il deludente campionato di Carlos Checa ha reso il 2012 un anno orribilis per la casa di Borgo Panigale, già provata dal flop con Valentino Rossi in Moto GP. Ma se nel mondiale prototipi ancora non si vede ben delineata una via uscire dalla nera crisi sportiva, in Superbike si sta creando un vero proprio “panzer” per strappare il titolo ai cugini del veneto.

Dopo l’arrivo della 1199 Panigale come erede della 1098R, Ducati ha rescisso il rapporto di collaborazione con il Team Althea Racing, e ha scelto di tornare a lavorare con il Team Alstare di Francis Batta (al triennio 1995-1997 risale la collaborazione tra i due). In questa rivoluzione Checa è rimasto in sella alla rossa, affiancato ora dal promettente Ayrton Badovini, protagonista l’anno scorso di un eccellente campionato con la BMW del Team BMW Motorrad Italia GoldBet.

Forti dell’appoggio logistico del Team Alstare, le linee guida dello sviluppo della Panigale sono le stesse della tradizione Ducati (le stesse che tanti grattacapi hanno dato a Valentino, fino a portarlo alla rinuncia dell’avventura in rosso): puntare su una “moto estrema”, che fa della potenza il punto forte. Nei test di Aragon, con ancora i colori del Team Althea, i piloti Ducati erano ben lontani da giocarsi primi posti con Aprilia e Kawsaki. Checa affermava che la strada per l’evoluzione della moto era giusta, ma che c’era ancora tanto lavoro da fare.

A Borgo Panigale e i ragazzi di Batta si sono dati ben da fare, al punto che 2 giorni fa, al termine dei test di Phillip Island, Checa era davanti a tutti, sfruttando al meglio il nuovo asfalto del circuito australiano. L’assalto della rossa è iniziato; staremo a vedere se riuscirà nel suo tentativo di tornare ad essere la regina della SBK.

 

BMW ALLA RICERCA DI RICONFERME. Dopo un finale di stagione che l’ha visto pian piano ritirarsi dalla lotta per il mondiale, Marco Melandri e la BMW vogliono ribadire la bontà del progetto Superbike con la S 1000 RR. Il tutto ora è in mano alla divisione italiana di BMW Motorrad, il Team GoldBet SBK, mentre al pilota ravennate è stato affiancato Chaz Davies, distintosi con l’RSV4 nell’ultima parte della scorsa stagione.

Nonostante il finale, non si può dire che per BMW e per Melandri la scorsa stagione sia stato un insuccesso; dopo la prima vittoria per la casa bavarese nel mondiale SBK a Donington Park, Macho ha portato il pacchetto a tali livelli da non fare dormire sonni tranquilli all’Aprilia e a Biaggi. Queste prestazioni hanno portato la BMW ai vertici del campionato, ed è pertanto lecito aspettarsi che anche quest’anno Marco e Chaz saranno in grado di lottare per il titolo.

 

HONDA E SUZUKI, LE OUTSIDERS DA TENERE D’OCCHIO. Honda e Suzuki sono le case costruttrici passate un po’ in sordina l’anno scorso. A parte le due vittorie (Assen e Donington) di Jonathan Rea, questi costruttori hanno recitato nel pandemonio del 2012 un ruolo decisamente minore, che fa sembrare tanto lontani il tempi in cui James Toseland (2007) e Troy Corser (2005) portavano, rispettivamente, la CBR 1000RR Fireblade e la GSX R 1000 sul tetto del mondo.

Questi colossi caduti nelle retrovie delle classifiche, quest’anno si ripresentano con team rinnovati e pronti a dare battaglia a chi, per ora è la davanti.

La Honda targata Team Pata ha deciso una linea del tutto anglosassone, richiamando Leon Haslam al fianco di Rea. I piloti di sua maestà sono due piloti esperti dell’SBK, formando così una squadra perfetta per eguagliare gli straordinari risultati che la casa di Tokyo sta avendo in Moto GP.

Il Team FIXI Crescent Suzuki, dopo il battibecco avuto con Guintoli a inizio stagione, ha ingaggiato il vicecampione della Supersport Jules Cluzel, che si unirà al talentuoso Leon Camier, assoluto protagonista dei primi giorni dei test di Aragon di ottobre. Attenzione anche a questa squadra come eventuale outsider alla lotta per il podio.

 

FUOCO ALLE POLVERI. Grazie a questa panoramica, capirete che anche se non potremo più godere delle gesta del Corsaro, lo spettacolo di certo non mancherà. Aspettiamo di capire chi sarà il pretendente al titolo, seppure ci auguriamo un equilibrio di forze simile all’anno scorso.

Tenetevi quindi forte amici. Ne vedremo delle belle. Chi vuol essere l’erede di Max Biaggi, il sei volte campione del mondo?

 

Altre Informazioni

  • Fonte Foto: worldsbk.com

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