Martedì 26 Febbraio 2013 12:04
Valuta questo articolo
(1 vote)

SBK -Superbike - Australia - L'opinione: L'invincibile armata Aprilia In primo piano

Vittoria_ApriliaUNA NUOVA ERA. Molti si chiedevano se con l’addio di Biaggi, l’Aprilia sarebbe stata in grado di mantenere la sua leadership nel mondiale SBK. Nonostante i buoni risultati del 2012, Eugene Laverty non sembrava essere giunto a una maturità tale da cogliere la pesante eredità del campione romano. A ciò si era poi aggiunta l’incertezza sul pilota che doveva prendere il posto del campione romano; la scelta come sappiamo è poi caduta su Sylvain Guintoli, vero e proprio mago nella scorsa stagione delle gare su asfalto bagnato, strappato all’ultimo momento al Team FIXI Crescent Suzuki.

 

Ebbene, Phillip Island spazza via ogni perplessità sulla competitività sia dei piloti del team ufficiale (Laverty e Guintoli) che di quelli dei team clienti (Michel Fabrizio del Team Red Devils Roma e Davide Giugliano del Team Althea Racing); la tripletta Guintoli (1°) – Laverty (2°) – Fabrizio (3° ) di Gara 1 e la doppietta che ha visto l’irlandese vincere sul francese in Gara 2 aprono ufficialmente una “NUOVA ERA” per la casa di Noale.

 

In Gara 1 abbiamo assistito a un vero è proprio dominio Aprilia; qualunque fosse il pilota in sella, l’RSV4 è stata in grado di primeggiare in tutti i settori tecnici: maneggevolezza, potenza, stabilità in curva…ieri la moto veneta è stata perfetta, frutto di un lavoro meticoloso che ha le sue radici nell’era Biaggi. Una tale supremazia ha consentito a Laverty di passare subito al comando, dopo essersi sbarazzato dell’impalpabile Kawasaki di Tom Sykes.

Mentre l’irlandese provava la sua fuga, da dietro Guintoli e Fabrizio (peccato per Giugliano scivolato al terzo giro) ci hanno regalato due spettacolari rimonte a cui ne la BMW, ne la Ducati, ne la Kawasaki e ne la Honda sono riuscite ad opporre una convincente resistenza. Un volta sbrigata la pratica, è stata una bagarre in casa Aprilia dove Sylvain è riuscito ad ottenere la sua prima vittoria con l’RSV4, e Eugene ha avuto la meglio in uno spettacolare duello con Michel.

Gara 2 ha visto in Marco Melandri il vero guastafeste per una nuova festa veneta. Dopo aver messo in riga Sykes, solito fulmine alla partenza, le Aprilia ufficiali, con Guintoli in testa, sono scappate via con una facilità disarmante; solo Marco ha tentato di tenere il passo delle moto figlie dell’ingegner Dall’Igna e dei suoi ragazzi. L’eroico tentativo di Macho ha però dovuto fare i conti con la dura realtà, con un Laverty determinato a pareggiare i conti con il compagno di squadra (e alla fine vittorioso), con un Guintoli che sembra aver da sempre guidato l’RSV4 e un arrembante Fabrizio, che con più giri a disposizione avrebbe probabilmente scalzato il ravennate dal gradino più basso del podio. Ricordiamo, per finire, il sesto posto di Giugliano.

 

Insomma la terra dei canguri dona all’Aprilia un forte convinzione sulla bontà del progetto, tale da designare l’RSV4 come la moto da battere per puntare quest’anno al titolo.

 

UNA CONCORRENZA CHE NON CONVINCE. Sembra allora essere finito quell’eccezionale equilibrio che aveva caratterizzato la stagione 2012. Se i test invernali avevano confermato il ruolo predominante della Kawasaki vicecampione del mondo con Sykes, il ritorno della Ducati sotto il Team Alstare e la crescita della Suzuki (con le buone performance di Leon Camier), i due round australiani sgretolano questa situazione come un castello di sabbia abbattuto dalle onde del mare. E’ solo l’inizio della stagione 2013, ma l’Aprilia sembra un gigante.

Sorprende la regressione di Tom Sykes, che con le prestazioni di Gara 1 e Gara 2 sembra tornato a inizio 2012; in quel periodo vi ricorderete che il pilota inglese, re delle superpole, dopo partenze brucianti veniva rigorosamente sorpassato in gara e relegato fuori dal podio. Sia ben chiaro che non si sta parlando di crisi, ma a Phllip Island l’attesa per Sykes era grande visto lo splendido finale di stagione che l’aveva portato a un solo mezzo punto da Biaggi.

 

Il brutto incidente di Gara 1 tra Checa e Melandri (lo spagnolo è stato fortunatamente dimesso dall’ospedale di Melbourne dopo aver passato sotto osservazione la notte tra domenica e lunedì) non ci permette un’analisi completa del nuovo pacchetto Ducati targato Alstare. Certo la Superpole conquistata da Carlos sabato ha ben impressionato, ma in gara anche la 1199 Panigale RS13 ha dovuto soccombere ai sorpassi di Laverty e Guintoli. Con Badovini già fuori dai giochi a causa dell’infortunio al piede per una caduta nel primo turno delle prove ufficiali, in Gara 2 il Team Alstare ha fatto i bagagli per la Spagna (dove si correrà il secondo round del mondiale Superbike) in anticipo.

 

Concludendo: per essere una nuova moto, la Ducati nelle mani sapienti di Checa ha dato buoni segnali; la Superpole è un buon inizio, ma il divario con l’RSV4 è ancora ampio. Si potrebbe però dire che insieme alle BMW di Melandri e Davies, le rosse del Team Alstare sono per ora le uniche rivali in grado d’infastidire l’invincibile armata veneta.

 

Parlando di BMW, è doveroso sottolineare la prestazione in Gara 2 di Marco Melandri, capace di tenere per tutta la gara oltre al suo cupolino gli scarichi delle Aprilia ufficiali e concludere davanti a Fabrizio. Dopo uno straordinario 2012, il ravennate sembra aver raggiuto una totale sinergia con la S 1000 RR, dotata come sempre dello straordinario propulsore bavarese, e con il Team BMW Motorrad, passato ora sotto la gestione della divisione italiana targata GoldBet. Il lavoro da fare è ancora molto, ma possiamo aspettarci grandi cose per quest’anno da Melandri, del tutto determinato  mantenere il titolo di campione della SBK in Italia.

 

Per finire decisamente sotto tono le Honda e le Suzuki. Se in entrambi i round si è visto un anonimo Jonathan Rea, ‘l’esordiente’ Leon Haslam sulla sua CBR 1000RR si è fatto vedere un po’ vedere in Gara 1 infastidendo Melandri e Checa, per poi essere risucchiato nelle retrovie in compagnia delle Kawasaki e delle Suzuki. Delude poi Leon Camier con la Suzuki del Team FIXI Crescent, al punto da farsi battere in Gara 2 persino dal compagno di squadra Jules Cluzel, al suo esordio in SBK.

 

LA PAROLA AD ARAGON. L’Aprilia lascia allora l’Australia con un ricchissimo bottino, mentre a tutti gli altri non rimane che qualche centesimo. L’SBK ora chiude il sipario e si prende tutto marzo per una pausa in cui tutti i team cercheranno di colmare il gap con i ragazzi Noale; è ovvio però che questi ultimi non staranno li fermi e immobili, bensì cercheranno di rendere l’RSV4 ancora più competitiva di quanto abbiamo visto a Phillip Island. Si riprende il 14 aprile al Motorland di Aragon. Assisteremo di nuovo alla vittoria dell’invincibile armata, o sarà la volta degli sfidanti con a capo Checa e Melandri? Staremo a vedere. Una sola cosa per ora è certa; l’SBK è tornata! E che ritorno!

Altre Informazioni

  • Fonte Foto: worldsbk.com

Articoli correlati

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Vai Su