E’ un Jorge Lorenzo cambiato, che appare ulteriormente maturato, quello che emerge dall’ultima intervista realizzata da Marca.com, l’autorevole portale sportivo spagnolo. Le ultime 2 settimane, la caduta nella terzultima gara in Australia, che l’ha privato della possibilità di lottare fino all’ultimo per il titolo iridato, ma soprattutto la morte di Marco Simoncelli, a cui ha assistito in diretta tv, come milioni di apassionati in tutto il mondo, al fianco della sua mamma, spingono il talentuoso pilota della Yamaha a rileggere con un occhio diverso la polemica nata con SuperSic ad inizio stagione e a esprimere la speranza di affrontare le cose in maniera differente in futuro. “Mi cambiato. Ti rendi conto che il dialogo tra le persone è davvero importante. A volte puoi non comprendere qualcuno o non essere completamente d’accordo su certi aspetti, comportamenti…però non smette di essere una persona come te. Ho imparato che a volte, quando si ha un problema con qualcuno, è meglio dirgli le cose in maniera più riservata e non in forma mediatica, davanti alle telecamere”. E Jorge, prosegue, esplicitando il suo rammarico: “Farlo in quel modo non è stata una buona idea. Quella polemica per il suo stile di guida si poteva risolvere in maniera molto più semplice se ne avessimo voluto parlare in privato, lontano dai media, però non l’abbiamo fatto. Ora, però, è troppo tardi: mi tengo questa lezione per il futuro”. Parlando del suo carattere e di come affrontare certe situazioni, aggiunge: “Sono sempre stato una persona forte. Separo molto bene le questioni personali da quelle professionali. I problemi che ho a casa li lascio da parte quando sono al circuito e viceversa. Però, mi considero una persona molto fortunata e non mi pento di niente di quello che ho fatto. Vivere la vita senza errori e senza fare male le cose è impossibile. Ma ho conseguito tutti gli obbiettivi che mi sono posto sino a ora”.
Riflettendo su questa stagione, rende onore al campione del mondo in carica, Casey Stoner, che gli ha portato via il numero 1 dalla carena: “Si (Stoner, ndr) era davvero imbattibile. Probabilmente non in quelle gare dove l’abbiamo battuto, però nella maggior parte sì. Il binomio Stoner-Honda era insuperabile per noi, per Lorenzo-Yamaha e per Stoner-Honda. Spero che l’anno venturo saremo più competitivi di tutti loro”.
Il suo futuro prossimo sarà ancora con la Yamaha, con le nuove 1.000 che prenderanno il posto delle 800 che gli hanno regalato un titolo mondiale nella passata stagione. “Il mio compagno in Yamaha, Ben Spies, nelle ultime prove a Cheste, ha accusato mezzo secondo di distacco da Stoner e Pedrosa. Non è molto, però avremo da fare un po’ di lavoro. Credo proprio, però, che il cambio di cilindrata ci gioverà e potremo avere più chance di lottare per il titolo rispetto alla passata stagione. Ne sono convinto”.
Intanto, Lorenzo prosegue la riabilitazione per il recente infortunio. “Il dolore è completamente passato e manca poco per riacquistare la mobilità che avevo in precedenza. Ho ricominciato a correre e a andare in bici. Ora spero che nelle prossime due settimane riacquisterò un po’ di peso e credo che a Sepang sarò al 100%”.
Jorge, insieme a Pedrosa, è ormai il veterano di una generazione di talenti spagnoli, che attraversa il miglior periodo della propria storia, frutto di un lavoro che va avanti da tempo e che dovrebbe essere preso ad esempio anche qui in Italia, per favorire la crescita di nuovi talenti nostrani. “Abbiamo una grande fortuna con tanti piloti validi nelle categorie inferiori, che godono di un grande supporto da parte della Federazione spagnola. Negli altri paesi questo non succede. Maverick Viñales e Marc Márquez sono i piloti di punta del futuro, quelli che domineranno la MotoGp”, conclude.


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