Mercoledì 06 Ottobre 2010 13:14
Valuta questo articolo
(0 voti)

Rally - Sebastien Loeb: il pilota della settimana di RealMotor.it

Lui, sempre e solo lui. Sebastien Loeb (fonte foto: Citroen Communication) si riconferma il re dei rally conquistando il settimo titolo mondiale consecutivo. “Extraterrestre”, “cannibale”, sono alcuni dei suoi soprannomi che descrivono benissimo quello che il francese rappresenta per il mondo dei rally, una leggenda.

Dal 2004, anno della sua prima affermazione, nessuno è riuscito batterlo, nessuno ha saputo dimostrarsi all'altezza di un pilota dalla classe cristallina e dal talento innato.

Loeb nasce ad Haugenau, la città che domenica l'ha incoronato ancora una volta campione, il 26 febbraio del 1974. Il piccolo Sebastian era affascinato dalle acrobazie e per questo voleva fare il ginnasta. Un pensiero che, però, lo abbandonò dopo poco e che lasciò il posto a quello che sarebbe diventato non solo un lavoro, ma la sua vita: i rally.

La sua carriera inizia nel 1995 quando partecipa all'operazione Rallye Jeunes e mostra fin da subito le sue doti. Nel 1997 durante un'altra manifestazione conosce quello che diventerà il suo inseparabile compagno di avventure, Daniel Elena. L'anno successivo Loeb partecipa a quattro gare del trofeo Citroen Saxo, vincendole tutte, ma non può completare il campionato perché non ha le risorse economiche necessarie. Le doti eccezionali che ha messo in mostra, però, lo aiutano a trovare nuovi appoggi e nell'edizione successiva può guidare una macchina ufficiale e vincere la competizione.

La sua prima apparizione nel mondiale rally è datata 2000 con sole due apparizioni a bordo di una Toyota Corolla in cui chiude al 9° e al 10° posto. Nel 2001 c'è la prima grande affermazione a livello internazionale: partecipa e vince il campionato mondiale junior prima di passare alla massima categoria.

Nel 2002 vince il suo primo rally mondiale in Germania e l'anno successivo lotta già per il titolo che, però, perde per un solo punto a favore del norvegese Petter Solberg. Il 2004 è l'anno della sua prima consacrazione nel WRC. Vince sei rally tra cui anche quello di Svezia: non era mai successo prima che un pilota non scandinavo riuscisse nell'impresa.

Nel 2005 Loeb potrebbe conquistare il suo secondo mondiale già a cinque gare dal termine ma, nel rally del Galles, si fa volontariamente penalizzare per non festeggiare nel giorno della morte di Michael Park, navigatore di Markko Martin. Questa è anche una stagione ricca di record: vince sei rally consecutivi e nel rally di Corsica vince tutte le speciali previste.

Il 2006 porta un altro record: con il trionfo nel rally di Giappone, Loeb conquista la 27° vittoria e diventa il pilota più vincente della storia, passando Sainz fermo a 26. A quattro gare dal termine, però, avviene l'imprevedibile: Loeb, durante un allenamento in sella alla sua mountain bike, cade e si frattura l'omero del braccio destro e questo significa perdere tutta l'ultima parte della stagione. I 35 punti di vantaggio su Gronholm non sono sufficienti a garantirgli il titolo ma il finlandese non riesce a sfruttare la situazione e Sebastien può tirare un sospiro di sollievo: anche il terzo mondiale è in bacheca.

Nel 2007 il francese deve lottare più del solito. Gronholm, infatti, si dimostra un ottimo avversario ma, complici i due ritiri del finlandese in Giappone e in Irlanda, Loeb si porta a casa il quarto mondiale, eguagliando così due leggende del rally come Juha Kankkunen e Tommi Makinen.

Il 2008 è un anno da incorniciare. Loeb è incontenibile e trionfa in ben 11 prove del mondiale, stabilendo così un nuovo record che si somma a quello di pilota più vincente nella storia del rally, grazie al quinto titolo conquistato nella tappa giapponese.

Nel 2009 tutto sembra facile: Sebastien vince tutte le prime cinque gare ma, in seguito, fa qualche errore di troppo che permette al finlandese della Ford, Mikko Hirvonen, di riportarsi sotto e mettere in discussione una nuova affermazione del “cannibale”. Tutto si gioca nell'ultimo rally della stagione, in Galles. Loeb mantiene la sua freddezza, non lascia spazio ai dubbi e fa quello che gli riesce meglio: vincere. La sua settima vittoria stagionale accompagna il suo sesto titolo mondiale, strappato ad un buon Hirvonen per un solo punto.

Il resto è storia recente. Anche quest'anno Loeb ha dimostrato che per gli altri non c'è spazio con sei vittorie finora raggiunte, l'ultima proprio nella sua Francia dove ha festeggiato il settimo mondiale consecutivo, e altri record collezionati. Come le sessanta vittorie raccolte in carriera, che lo rendono inavvicinabile da chiunque altro, o i 17 trionfi consecutivi nei rally su asfalto.

E sicuramente non sarà finita qui perché, quando si parla di un campione come Loeb, è inevitabile pensare che a questi successi ne seguano ancora molti, almeno fino a quando non deciderà di appendere il casco al chiodo. A fine 2011, dice lui. Mai, se a deciderlo potessero essere gli appassionati non solo di questo sport, ma dello sport in generale, perché Loeb è un talento unico al volante, ma anche una persona mai sopra le righe, onesta e corretta come poche. Un esempio da seguire, un campione vero.

 

Altre Informazioni

  • Fonte Foto:

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Vai Su